Un nuovo inizio



La nostra storia ha inizio con un contatto epistolare moderno, sui social. Quando mi contattò la prima volta, il messaggio proveniva da un volto bello e molto curato, incorniciato da due orecchini brillanti e da bei occhi che nascondevano una grande solarità. Tuttavia, sopra a quello sguardo c’era come un velo, e percepii dentro di me un po’ di tristezza. Il suo modo di rapportarsi con me, le frasi, le parole che usava, erano galanti e romantiche, come se appartenessero a tempi andati.

Le settimane passavano e le nostre conversazioni si facevano sempre più profonde. Io cominciavo ad incuriosirmi e cresceva in me il desiderio di incontrarlo personalmente. Così, un bel giorno, presi coraggio e lo invitai per una passeggiata ed un caffè.

Venne a prendermi nel mio paese e rimasi subito colpita dal fatto che fosse salito fin in collina, così fuori mano: un gesto che denotava un comportamento da vero cavaliere. Mentre mi preparavo, ero indecisa su cosa indossare, perché se mi fossi vestita in modo sobrio sarei sembrata una vecchia zia, mentre se fossi stata troppo scollata o provocante, una persona poco seria. Così scelsi una via di mezzo. Indossai infine il mio cappotto bianco e mi incamminai verso il luogo dell’appuntamento.

Ero così emozionata ed agitata che non mi resi conto di essere arrivata con largo anticipo. Cosa potevo fare? Feci una piccola passeggiata nei dintorni, controllando l’ora ogni cinque minuti sul display del telefono. In piazza soffiava un vento forte e un po’ freddo, che spazzava via le foglie, le quali sembravano rincorrersi l’una con l’altra.

Arrivò l’ora dell’appuntamento e mi posizionai accanto alla fermata del bus. Passò una macchina e immaginai che fosse lui; fece una manovra e andò a cercare parcheggio. Poco dopo lo vidi arrivare dal fondo della piazza, con passo deciso, elegante, avvolto in un bel cappotto chiaro sbottonato e con un paio di occhiali a specchio azzurri. Rimasi senza fiato e mi accorsi subito della sua bellezza e della sua raffinatezza.

In un primo momento non mi vide e mi cercava con lo sguardo. Lo chiamai e si voltò di scatto. Con un grande sorriso si tolse gli occhiali, mi guardò dritto negli occhi e si avvicinò. Lo accolsi con due baci sulle guance ed un sorriso. Dopo una breve presentazione, decidemmo di scendere in città.

Mentre stavo per aprire lo sportello, lui mi raggiunse e, con naturale cavalleria, fu lui ad aprirmelo, assicurandosi che fossi salita comodamente. Il mio pensiero volò a mio padre, che mi aveva cresciuta come una principessa, con i suoi modi da vero Signore. L’atmosfera in macchina fu subito naturale, quasi familiare. Lo osservavo mentre guidava e mi soffermai ad ammirare il suo profilo. Sentivo il suo buon profumo e notai gli anelli alle sue mani. Pensai: che uomo originale. La conversazione partì immediatamente e proseguì per tutta la passeggiata, dando inizio alla nostra conoscenza.

Camminammo a lungo in un parco; il sole cominciava a calare e un vento freddo iniziò a soffiare, preannunciando l’arrivo dell’inverno.

Un po’ infreddoliti, ci dirigemmo verso la caffetteria che avevamo scelto. Quando parcheggiò l’auto, scese rapidamente dal suo lato, mi aprì lo sportello e, per un attimo, i nostri sguardi si incrociarono. Rimasi sospesa in quell’istante: il tempo sembrò fermarsi.

Entrammo con sollievo al caldo e ci sedemmo ad un tavolino tondo, un po’ in disparte, in una saletta deserta. Lì la nostra connessione fu immediata.

Continuammo a conversare senza interruzioni. I nostri corpi erano molto vicini e iniziai a percepire la sua energia. I racconti delle nostre vite si intrecciavano, portando a galla sofferenze e delusioni. Mentre parlava, sembrava raccontare anche la mia storia; sapevo perfettamente cosa diceva, perché anch’io avevo sperimentato il tradimento.

Il suo sguardo si abbuiò, la sua luce si affievolì e il suo cuore dolorante si aprì. Sentii nascere una connessione profonda, un’empatia totale: sapevo esattamente cosa provasse. Mi accorsi allora che eravamo come avvolti in una bolla che si riempiva di pace e calore; il resto delle persone, il bar stesso, scomparvero all’istante. Eravamo solo lui ed io, uniti da una forza familiare, e una grande attrazione prese il sopravvento. Ci avvicinammo sempre di più e iniziammo a sfiorarci. Posò la sua mano sulla mia schiena: un tocco sicuro, delicato e rispettoso, che mi attraversò il corpo con brividi intensi.

Ma chi era costui? Dove l’avevo già conosciuto?

Sentii il suo cuore addolcirsi e, improvvisamente, aprirsi. Udii come un clic, un flusso di energia che si espanse, come un rubinetto aperto che ci inondò entrambi, lasciandoci sospesi su una nuvola.

Era pura magia. Era tutto perfetto.

Ci dimenticammo dell’ora, della cena, delle nostre vite.

La vera connessione anima-anima si era stabilita.

Con rammarico uscimmo e ci dirigemmo verso la macchina. Prima di salire, si appoggiò con la schiena allo sportello e mi attirò a sé. Mi prese il viso tra le mani, dolcemente, e le sue labbra incontrarono le mie.

Tutto ricominciò da dove ci eravamo lasciati. Un’altra vita, un’altra epoca, ma noi eravamo gli stessi. Un grande amore interrotto che reclamava di essere risvegliato.


 

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