DIARIO DI UNA SECRETARY MANAGER – DAP FESTIVAL 7° GIORNO
DIARIO DI UNA SECRETARY MANAGER – DAP FESTIVAL
7° GIORNO
Ieri sera, lo splendore di una performance di altissimo livello: “Satiri” (della compagnia Virgilio Sieni). Oltre alla grande professionalità, uno spettacolo di una semplicità unita a una raffinatezza non comune.
I ballerini sono riusciti a sfruttare al meglio lo spazio del chiostro, che ha permesso un incontro intimo, coinvolgente e spirituale. Il canto dei gabbiani e il rintocco delle campane hanno reso l’esperienza quasi mistica. Tutto è stato scandito da un primo momento di silenzio, che ha fatto da contenitore a una prima nota di violoncello; una nota rimasta sospesa e poi ripresa dal canto soave, elevato e, potrei dire, angelico della musicista.
Questa esperienza mi ha completamente rapita. Il mio corpo era tranquillo ma presente; guardando quei corpi compiere movimenti precisi, raffinati e sicuri, sentivo risuonare dentro di me la ruvidezza delle pietre sotto i piedi nudi, il movimento fluido, le note lunghe lasciate per un attimo in sospensione.
Tutto era perfetto così com’era e, in qualche modo, il divino si faceva sentire.
I danzatori hanno messo in scena l'esplorazione dell’abisso per ritrovare la voglia di vivere. A livello psicologico, esplorare l’abisso significa incontrare parti di noi che tendiamo a evitare, tutti quegli aspetti che facciamo fatica ad accettare. In alcuni casi, proprio in quel vuoto, possiamo addirittura sperimentare la "notte oscura dell’anima". Ma di solito, quella notte precede una vera rinascita: un toccare il fondo per poi risalire verso la luce e, quindi, verso il risveglio.

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