DIARIO DI UNA SECRETARY MANAGER
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DAP FESTIVAL – giorno 13
A volte bisogna rinunciare alla perfezione ed essere efficienti al 100%. Anche una segretaria può ascoltare la propria vulnerabilità.
Come la geometria di un balletto che si muove nel silenzio, ogni passo della nostra evoluzione risponde a un codice armonico. Non c'è sforzo nella vera grazia; c'è solo l'atto sacro di affidarsi alla gravità per poi accorgersi che si può fluttuare. La bellezza non è mai nel correre veloci, ma nella linea perfetta che tocca l'infinito, o nel radicamento di un albero secolare che accoglie la terra senza chiedere nulla in cambio.
A volte, i palazzi della nostra anima hanno solo bisogno di chiudere le finestre per un istante, proteggendo la luce interna dalla tempesta del mondo. E sotto quel ghiaccio apparente, in quel rifugio silenzioso, l'energia si riorganizza. Non è uno stop; è il disegno di una crisalide che attende il suo disgelo lento, spontaneo. È un dire sì alla propria persona, è l'accettazione che in questo momento la grazia si manifesta solo attraverso un tocco delicato verso se stessi.

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